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Curiosità:Polvere-pirica-o-polvere-nera-polvere-da-sparo


La polvere pirica o polvere nera è una miscela di carbone (15 per cento), nitrato di potassio o salnitro (75 per cento) e zolfo (10 per cento). Insensibile agli urti, per esplodere deve entrare in contatto con una fiamma o una fonte di calore, anche solo una piccola scintilla. Si tratta del più antico esplosivo conosciuto e impiegato dall’ uomo. 
Il salnitro si forma per dissociazione di urea in presenza di calcio (dal carbonato di calcio degli intonaci ) e trova lì anche il potassio. Poi si ossida col tempo e si arriva al KNO3. Il sale non è pericoloso o tossico (il KNO3 è usato come conservante in molti prodotti alimentari, per esempio salami e mortadelle ) Il composto è lassativo in forti dosi.
Il salnitro abbonda nelle vecchie stalle di cavalli o mucche, quando una volta le costruivano con piccole finestre.
Polvere-pirica-o-polvere-nera-polvere-da-sparo

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Bufale online

Parlare o scrivere con l'intento di informare è un atto di responsabilità.
Grazie all'uso del web per diffondere messaggi è esplosa la produzione di contenuti in quanto comunicare è diventato più facile e veloce. Basti pensare che sono state prodotte più informazioni negli ultimi trent'anni rispetto che agli ultimi 5000. Ma quante tra queste informazioni sono utili allo sviluppo della società?
Tra i rischi presentati nel rapporto "Global risks 2013", uno dei primi rischi che viene presentato come tale è la "digital wildfires" (la pubblicazione di false informazioni o fuorvianti).
Internet è piena di cretini, truffatori e pseudoscienziati che senza alcuna conoscenza specifica, o addirittura alcuna conoscenza, diffondono bufale, spacciandole come verità assolute frutto di una ricerca indipendente e si credono custodi di un segreto che pochi conoscono.
Contro i questi cretini l'unica salvezza è avere un minimo di conoscenze, per cui studiare e leggere (testi specifici sull'argomento scritti da università, centri di ricerca o pubblicazioni scientifiche) e ci si vacinerà da bufale e pseudoscienze, altrimenti si continuerò a crede ai ciarlatani o alle bufale solo perché sembrano convincenti.
Da un punto di vista culturale le bufale rappresentano una sconfitta per tutta la società: se così tante persone ci cascano è evidente che manca la cultura, la capacità di critica e di analisi basilare e questo porta, inevitabilmente ad una perdita di fiducia in internet come mezzo di informazione e cultura.
Infine vi siete mai chiesti perché si chiamano bufale?
Secondo l'accademia della Crusca, deriva da "menare per il naso come una bufala", cioè prendere l'interlocutore per il naso e portarlo in giro come si fa coi buoi, dato che è questo in fin dei conti che succede: si viene presi per il naso da degli idioti da delle menti a volte inferiori alle nostre.
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