Filoweb: Boeing F/A-18 Hornet (McDonnell Douglas)

 
Home Menu Gallery Roberto Contatti
 

Boeing F/A-18 Hornet (McDonnell Douglas)

Aereo da caccia, da attacco al suolo, da supporto aereo ravvicinato, da bombardamento tattico, ricognizione e controllo aereo avanzato

Origine: USA
Motori: 2 turboventola General Electric F404-GE-402 con postbruciatore e spinta da 49 a 79 kN ciascuno.
Prestazioni: Velocità massima 1,8 Mach (1900 km/h in quota). Velocità di salita 254 m/s. Autonomia 2346 km. Raggio di azione 740 km. Tangenza 15240 m
Armamento: 1 cannone M61 Vulcan da 20 mm. Missili aria aria: AIM-7 Sparrow, AIM-9 Sidewinder, AIM- 120 AMRAAM, AIM-132 ASRAAM, IRIS-T. Missili aria superficie: AGM-45 Shrike, AGM- 65 Maverick, AGM-88 HARM, SLAM-ER, AGM-154 JSOW, Taurus KEPD 350.Missili antinave: AGM-84 Harpoon. Bombe caduta libera: Mk 82 da 500 lb,Mk 83 da 1000 lb, Mk 84 da 2000 lb.
Ruolo: Caccia, Appoggio, Attacco, Bombardamento , Ricognizione, Specializzato, Antinave

Descrizione: L'Hornet affonda le sue radici nella serie F-5, una famiglia di caccia supersonici agili e leggeri costruiti dalla Northrop a partire dagli anni '60, che culminò nel progetto P-530 Cobra.
Partendo dal P-530 la Northrop sviluppò il prototipo YF-17 che tra il 1974 ed il 1975 gareggiò contro l'YF-16 della General Dynamics per aggiudicarsi il contratto per un nuovo caccia leggero destinato ad equipaggiare l'USAF e alcune forze aeree della NATO.
La gara, come sappiamo, fu vinta dall' YF-16, oggi F-16 Fighting Falcon, ma la Northrop si prese la sua rivincita pochi mesi dopo, quando il 2 maggio del 1975 l'US Navy scelse una versione navalizzata dell'YF-17, battezzata F-18 Hornet e realizzata in collaborazione con la MDD, come nuovo aereo da combattimento imbarcato, destinato innanzitutto a sostituire gli aerei d'attacco A-7 Corsair, ma anche i Phantom ancora in servizio. L'US Navy scelse l'Hornet per una serie di motivi: innanzitutto il caccia era bimotore, e tale formula viene generalmente preferita per un aereo destinato ad operare sul mare; i motori poi, erano i nuovi F404 che avevano dimostrato eccellenti qualità in termini di affidabilità, consumi e costi di gestione e manutenzione; il disegno dell'Hornet si prestava bene ad integrare, oltre a una coppia di slitte per missili Sidewinder alle wingtips, anche due nicchie per missili a guida SARH classe Sparrow, lasciando liberi tutti i punti d'aggancio subalari per i carichi di missione.
Inizialmente era previsto che fossero realizzati un A-18 da attacco e un F-18 da caccia, ma i rapidissimi progressi nella tecnologia avionica garantirono che entrambi i ruoli potessero essere ricoperti da un unico modello.
L'F/A-18 Hornet risulta no degli aerei più versatili attualmente in servizio; il suo grande difetto (originario) però è lo scarso raggio d'azione, problema corretto nella nuova versione F/A-18E.
Durante la fase di progettazione è stata data molta importanza alla manutenzione: richiede la metà del tempo necessario per gli altri aerei della marina e le probabilità di rottura di un componente è tre volte inferiore. Ad esempio il motore può essere facilmente smontato perché è fissato alla fusoliera in soli tre punti, mentre su altri aerei è necessario addirittura smontare la coda.
Già l'F-18A era infatti equipaggiato con il nuovissimo radar Hughes APG-65, estremamente avanzato, con piene capacità multimode, ed il pilota aveva a disposizione un cockpit modernissimo, con una serie di display multifunzione che gli consentivano di visualizzare e gestire tutti i dati necessari.
Negli alloggiamenti destinati ai missili Sparrow potevano essere installati un paio di pod di navigazione e attacco come il Nite Hawk FLIR, il TINS, un laser spot tracker.

Il progetto è ora seguito dalla Boeing, dopo che essa ha acquisito la McDonnell Douglas nel 1997.
Nel 1986, nel suo battesimo di fuoco, gli F/A-18 Hornet distrussero postazioni radar e missilistiche libiche negli scontri di marzo e aprile
Nel 1991, nella Guerra del Golfo, vennero impiegati come bombardieri, assieme ad esemplari del Canadian Forces Air Command.
I circa 160 velivoli usati dimostrarono una grande efficacia, precisione nei bombardamenti ed in 5 casi riuscirono a rientrare alla base dopo esser stati colpiti da un missile a guida infrarossi. Il loro difetto fu individuato nel raggio d'azione, insufficiente per la maggior parte delle missioni. Nella prima notte di guerra, il 17-1-1991, il primo velivolo alleato ad essere abbattuto è stato un F/A-18C della Marina americana in missione SEAD con 2 missili AGM-88 HARM antiradar a bordo, il cui pilota, tenente comandante Michael Scott Speicher, inizialmente considerato il primo caduto della coalizione, è anche l'unico soldato alleato rimasto disperso in azione dopo la fine della guerra. Per diversi anni la verità sull'abbattimento è stata nascosta, mettendola in lista con le altre attribuite ad un generico SAM a guida radar, poi identificato come SA-6 o SA-3. Trattandosi di un grosso SAM a guida radar veniva detto che il caccia era stato polverizzato in cielo, il pilota ucciso istantaneamente. La verità è che l'abbattimento restava un mistero visto che nella zona dove l'F/A-18C è stato colpito non era segnalata nessuna attività missilistica antiaerea irachena, né dagli aerei AWACS né da altri equipaggi. Subito dopo la fine della guerra una squadra di ricerca americana arrivata sul posto individuò il relitto ancora ragionevolmente integro e riconoscibile, tranne il cockpit che era stato rimosso. Dopo diversi anni, è chiaro dalle registrazioni degli aerei radar alleati e dalle descrizioni delle attività radar irachene (accessibili a partire dall'invasione dell'Iraq del 2003) che ad abbattere l'F/A-18C è stato un intercettore MiG-25 iracheno con un missile R-40t (AA-6 ACRID).
Uno scontro degno di nota avvenne il primo giorno di combattimento dell'Operazione Desert Storm, quando due Hornet americani ottennero altrettante vittorie aeree contro aerei iracheni, inizialmente considerati MiG-29 e poi identificati correttamente come MiG-21. Il tenente Nick Mongilio e il comandante (ora ammiraglio) Mark Fox, decollati dalla portaerei USS Saratoga (CV-60) per bombardare un aeroporto nell'Iraq sudoccidentale, con a bordo ciascuno quattro bombe da 2000 libbre, furono informati da un AWACS Grumman E-2C dell'approssimarsi dei MiG-21. Gli Hornets li abbatterono senza dover sganciare il carico, e terminato il combattimento, portarono a termine regolarmente la missione di attacco e fecero ritorno sulla Saratoga. Mongilio e Fox divennero così i primi piloti ad eseguire un combattimento aria-aria e quindi a portare a termine la loro originale missione aria-suolo.
l 1992 l'US Navy approvò il progetto, designandolo F/A-18E/F Super Hornet.
Il Super Hornet garantisce un'autonomia superiore del 40 % rispetto all'Hornet, che si traduce, ad esempio, nella capacità di restare in volo, in configurazione aria-aria, per 71 minuti a 400 miglia nautiche dalla portaerei, contro i 58 minuti di un F-14D.
Inoltre i motori F404 sono sostituiti dagli F414 che garantiscono una potenza maggiore del 35 %, e la capacità di armamento è aumentata grazie a due ulteriori punti di aggancio subalari.
La maggior potenza installata consente al Super Hornet di superare agevolmente i Mach 1.8.
Anche l'avionica è stata aggiornata, è stata introdotta la piena compatibilità con le bombe JDAM a guida GPS, la capacità di svolgere missioni di ricognizione con il pod SHARP, e la capacità di assolvere al rifornimento aereo mediante serbatoi subalari ad alta capacità e un pod centrale ARS che contiene il “cestello” retrattile.
Il Super Hornet è in grado di assolvere anche alle missioni di ricognizione mediante il Pod SHARP.
Nel 1997 la MDD si è unita alla Boeing e l'intero programma Hornet/Super Hornet è diventato Boeing.
Il Super Hornet è entrato in servizio a partire dal 2001, ed i piani attuali prevedono che la produzione continui almeno fino al 2009 con un totale di oltre 430 velivoli, anche se l'US Navy spera di ottenerne un numero maggiore (il requisito iniziale era per 1.000 velivoli).
Dal 2005 i Super Hornet vengono consegnati allo standard Block 2, che integra un avanzatissimo radar APG-79 con tecnologia AESA, casco JHMCS abbinato ai nuovi missili AIM-9X Sidewinder, e capacità di operare anche nel ruolo di pattugliamento/attacco marittimo in sostituzione dei vecchi S-3 Viking.
Il Block 2 prevede anche altri aggiornamenti e miglioramenti, e sarà esteso anche agli esemplari precedenti.
L' F-18 è, inoltre, l'aereo della pattuglia accrobatica della marina degli stati uniti.

Boeing F/A-18 Hornet (McDonnell Douglas)
Boeing F/A-18 Hornet (McDonnell Douglas)
Boeing F/A-18 Hornet (McDonnell Douglas)

Contenuti


↑ Top ↑

G+ FB TW whatsapp RSS FEED
Cerca
Parola:

filoweb.it è il sito personale di Filippo Brunelli
(c) 2017 Filippo Brunelli
Le immagini ed i testi contenuti nel sito sono di proprietà di Filippo Brunelli salvo diversamente indicato.
L'uso delle immagini e del testo è gratuito per uso personale ed è subbordinato alla citazione della fonte.