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Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II

Aereo da attacco al suolo

Origine: USA
Motori: 2 turboventola General Electric TF34-GE-100A con 40,3 kN di spinta ciascuno
Prestazioni: Velocità massima 0,7 Mach (883 km/h in quota). Velocità di salita 30 m/s. Autonomia 3000 km. Raggio di azione 460 km. Tangenza 13700 m
Armamento: 1 GAU-8 Avenger da 30 mm con 1350 colpi. Bombe caduta libera: Mk 82, Mk 83, Mk 84. Bombe a grappolo: CBU-52, CBU-58, CBU-71, CBU-87, CBU-89, CBU-97. Bombe Paveway: 1^,2^,3^ generazione. Bombe incendiarie: Mk 77. Missili aria superficie: AGM-65 Maverick. Razzi: CRV7 da 70 mm, Hydra 70 da 70 mm, Zuni da 127 mm. Missili aria aria: AIM-9 Sidewinder (per autodifesa)
Ruolo: Appoggio, Attacco, Bombardamento

Descrizione: Il Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II è un aereo da attacco al suolo monoposto statunitense, bimotore e ad ala rettilinea. Sviluppato dalla Fairchild-Republic attorno al cannone GAU-8 Avenger nei primi anni settanta, l'A-10 è in dotazione all'USAF che sfrutta la sua pesante blindatura per colpire obiettivi terrestri di vario tipo.
Nel 1967 l'USAF lanciò il programma A-X per un nuovo aereo da appoggio tattico ravvicinato, in grado di riunire le qualità dimostrate dagli A-1 Skyraider (elevata persistenza sul campo di battaglia, estrema maneggevolezza alle basse quote, grande varietà di armamenti aria-terra, capacità STOL) e dall' A-7 Corsair II (che era veloce e poteva sganciare un elevato carico bellico con precisione in un singolo passaggio). Tra le varie proposte, l'USAF selezionò nel 1970 quelle della Northrop (A-9) e della Fairchild (A-10) e ordinò la costruzione di due prototipi di ciascun aereo, per una competizione “in volo”.
Nel gennaio del 1973, l'USAF dichiarò l'A-10 vincitore della competizione, e ne finanziò la fase di sviluppo finale e la produzione di un primo lotto di 10 esemplari di pre-serie, con la previsione di ordinare un totale di 600 esemplari.
Non mancarono le critiche, specialmente da parte del Congresso americano, che impose nuove valutazioni ritenendo che l'A-10 era superfluo e non offriva vantaggi rispetto all'A-4 Skyhawk o all'A-7 Corsair II: le valutazioni dimostrarono però l'assoluta superiorità del nuovo aereo mettendo fine alle critiche.
Nel giugno 1973 l'USAF dichiarò che il nuovo cannone dell'A-10 sarebbe stato il General Electric GAU-8 Avenger, che aveva vinto una gara appositamente indetta, e nel 1974 ordinò il primo lotto di produzione di serie.
Nel novembre del 1975 uno degli esemplari di pre-produzione dimostrava la potenza dell'accoppiata A-10 / GAU-8 nel corso di una serie di test a fuoco contro carri armati bersaglio (compresi alcuni veri T-62) e nel dicembre successivo iniziarono le consegne dei primi aerei di serie. Il velivolo diventerò operativo nel 1977.
La produzione dell'A-10, iniziata nel 1975, si è conclusa nel 1984, per un totale di 715 esemplari (compresi due prototipi monoposto ed un prototipo biposto): un numero superiore di oltre un centinaio rispetto a quelli inizialmente previsti.
L'A-10 Thunderbolt II possiede buona precisione e manovrabilità sia a basse quote (sotto i 300 metri) che a basse velocità. La capacità di atterrare e decollare su piste corte o semi-preparate gli permette inoltre di agire vicino alla prima linea, se necessario anche di notte grazie al dispositivo Night Vision Imaging Systems (NVIS). La spessa corazza di cui è completamente rivestito gli permette di sopportare proiettili con calibro superiore a 23 mm, inoltre i serbatoi di carburante sono ricoperti di schiuma antincendio. Se anche tutti e sei i serbatoi venissero perforati entra in funzione un sistema di alimentazione d'emergenza in grado di erogare 370 km di autonomia.
La cabina di pilotaggio monoposto, sormontata da un esteso cupolino a goccia,[5] è completamente blindata in titanio per garantire la salvezza del pilota da proiettili con calibro fino a 23 mm ed oltre.
L'aereo dispone di 11 piloni subalari per l'attacco di armi, trasportabili fino ad un massimo di 7.260 kg.
L'A-10 può trasportare il missile aria-superficie AGM-65 Maverick (fino ad 8) capace di colpire obiettivi distanti più di 45 km. Altri missili caricabili nei piloni sono gli AIM-9 Sidewinder (aria-aria). Quanto a bombe, possono essere usate le Mk 82 da 226 kg o le bombe a grappolo BLU-1, BLU-27/B Rockeye II o CBU-52/71.
La fine della guerra fredda e la caduta dell'Unione Sovietica indussero l'USAF a lasciarne a terra un numero sempre crescente, pensando addirittura di escluderlo dalle linee in favore di una versione dell'F-16 appositamente pensata per l'attacco al suolo. Ad opporsi fu però l'United States Army, l'esercito statunitense, inoltre l'F-16 non si dimostrò un buon vettore per il cannone Avenger. Per venire incontro sia alle richieste di radiazione del Congresso che a quelle dell'esercito, l'USAF optò per accantonare circa la metà degli A-10, e trasformare la restante metà in un aereo da ricognizione avanzata.
Quando l'Iraq invase il Kuwait, facendo da miccia alla guerra del Golfo, il Thunderbolt ritornò in auge con 140 esemplari che distrussero circa 1.000 carri armati, 2.000 mezzi militari di vario genere e un migliaio di pezzi di artiglieria in 8.624 missioni totali, a fronte della perdita di 5 aerei e dei loro piloti (un sesto aereo andò distrutto in un incidente in fase di atterraggio) e altri 70 danneggiati. Questi numeri spinsero l'USAF a mantenere in servizio i Thunderbolt, anche se si rese necessario un loro aggiornamento. Cinque aerei possono sembrare molti, ma sono una bazzecola se si considera che gli A-10 volarono ben 8.624 missioni, e circa una settantina di essi furono colpiti dall'antiaerea, anche in modo grave, riuscendo a ritornare indenni alla base. Senza gli A-10, probabilmente la campagna di liberazione del Kuwait sarebbe stata più lunga e gli alleati avrebbero subito perdite aeree e terrestri ben maggiori.
Il Thunderbolt è stato utilizzato anche nelle campagne aeree in Afghanistan (2001) e in Irak (2003) dove ha svolto un ruolo fondamentale per aprire la strada alle forze terrestri impegnate nella conquista delle città.
Se la robustezza del Thunderbolt è eccezionale, l'armamento non è da meno.
Il cannone Avenger spara micidiali proiettili perforanti (in uranio impoverito) e perforanti/incendiari (API) in calibro 30 mm, con una traiettoria tesa come quella di un raggio laser fino a 1.200 metri ed un singolo proiettile può mettere fuori uso un carro armato a oltre 1.800 metri di distanza!
Ogni singolo colpo produce un'energia di rinculo pari a 4 tonnellate e mezza ed il cannone può sparare ad un rateo di fino a oltre 4.000 colpi/minuto.
ndici punti di aggancio (10 subalari e 1 in fusoliera) consentono di trasportare infinite combinazioni di armamento. La configurazione tipica prevedeva missili Maverick, bombe ad alto esplosivo e bombe cluster, pod ECM.
Un sensore Pave Penny, montato su un pod agganciato alla parte anteriore della fusoliera, consentiva di individuare bersagli illuminati da laser (di un altro aereo o di truppe a terra) e di attaccarli con bombe classe Paveway.
In considerazione delle sue caratteristiche estremamente peculiari, il velivolo non è mai stato esportato.
I Warthog resteranno in servizio ancora a lungo con l'USAF, che intende sostituirli, in futuro, con il nuovissimo F-35.

Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II
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