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IAI Kfir

Caccia multiruolo

Origine: Israele
Motori: 1 turbogetto General Electric J79-J1E con postbruciatore e spinta da 53 a 79 kN
Prestazioni: Velocità massima 2,25 Mach (2440 km/h in quota). Velocità di salita 233 m/s. Autonomia 2000 km. Raggio di azione 768 km. Tangenza 17680 m
Armamento: 2 Cannoni DEFA 553 da 30 mm. Bombe caduta libera: Mk 82, Mk 83. Bombe a grappolo: TAL-1, TAL-2, BLU-107 Durandal. Bombe Paveway: GBU-15, Spice 2000. Missili aria aria: AIM-9 Sidewinder, Shafrir, Python. Missili aria superficie: AGM-45 Shrike, AGM-65 Maverick, AGM- 88 HARM
Ruolo: Caccia, Appoggio, Attacco, Bombardamento

Descrizione: Nel corso degli anni 'sessanta Israele aveva ordinato un lotto di Mirage 5 francesi, che non furono consegnati per effetto di un embargo militare decretato dalla Francia.
Gli israeliani non si persero d'animo, e in qualche modo (secondo alcune fonti attraverso l'operato dei servizi di spionaggio, secondo altre con la segreta collaborazione dello stesso governo francese) ottennero i piani costruttivi dell'aereo e lo produssero con il nome locale Nesher.
Partendo dall'esperienza industriale così acquisita, l'industria israeliana ha dato vita a una vera e propria famiglia di derivati dalla serie Mirage III/5/50 della Dassault.
Al Nesher, infatti, seguì il Dagger, venduto alle forze aeree argentine, e infine il Kfir.
Rispetto al Mirage III/5 si differenziava principalmente per il motore J-79 di seconda generazione, che sostituiva il vecchio Atar 9C, fornendo all'apparecchio una spinta di circa due tonnellate superiore rispetto al suo predecessore, oltre che per altre caratteristiche migliorate. Con una fusoliera più stretta, alette canard per una migliore manovrabilità ed una elettronica migliorata, il Kfir è stato un cacciabombardiere economico e robusto dalla massa contenuta. Il motore era inoltre lo stesso usato dall'F-4E e dall'F-104S, caratteristica quest'ultima che rende interessante il confronto tra i due cacciabombardieri.
La prima serie costruttiva fu designata Kfir-C1 e ne furono realizzati solo 27 esemplari, cui fece seguito la serie C2 caratterizzata da una serie di migliorie, tra le quali due corte superfici aerodinamiche sul musetto (strakes) e due alette canard fisse (ma removibili) sulle prese d'aria.
Sono stati realizzati in tutto 185 Kfir-C2, compresi 25 esemplari ottenuti per aggiornamento dei C1 e compresi alcuni biposto per la conversione operativa, designati TC2.
A partire dal 1983 è iniziata la produzione dell'ultima variante, la C7, ottenuta per conversione delle cellule dei C2. Gli esemplari biposto sono designati TC7.
Il Kfir-C7 dispone di un propulsore J79 modificato per fornire una spinta maggiore, capacità di carico potenziate con la previsione di due ulteriori punti di attacco per armamenti, migliore dotazione avionica, predisposizione per una sonda per il rifornimento in volo, controlli di volo avanzati.
Il Kfir si è rivelato un caccia molto agile ed efficiente nel combattimento manovrato, specialmente in combinazione con missili aria-aria a corto raggio di moderna concezione, come i Python III, ma a partire dagli anni '80 le forze aeree israeliane lo hanno utilizzato essenzialmente come aereo d'attacco, lasciando il ruolo aria-aria ai più potenti caccia F-15 ed F-16.
Le forze aeree israeliane hanno radiato il velivolo negli anni 'novanta.
Il Kfir partecipò poi per la prima volta ad una operazione militare nel novembre del 1977 in un bombardamento aereo di un campo di terroristi nel sud del Libano a Tel Azia. Il 27 giugno 1979 un Kfir abbatté un MiG-21 siriano, questo è l'unico abbattimento mai effettuato da un Kfir israeliano.
Dal 1982 con l'invasione del Libano da parte di Israele gli F-16 e gli F-15 avevano preso ormai il ruolo di intercettori al posto del Kfir, che poteva quindi esser utilizzato come aereo per l'attacco terrestre capace di operare senza una scorta dal momento che era in grado di affrontare anche caccia nemici.
Il Kfir ha conosciuto un certo successo di esportazione: un certo numero di esemplari è stato noleggiato dall'US Navy che li ha usati come aerei Aggressor per l'addestramento dei propri piloti, designandoli con la sigla F-21.
Il velivolo è stato inoltre esportato in Colombia, Ecuador e Sri Lanka, mentre il Sud Africa ne ha costruito una versione locale nota come Cheetah, propulso da un Atar 9K-50 francese.
Il vero punto di forza del Kfir sta nell'avionica e negli equipaggiamenti che gli israeliani hanno saputo integrare e che hanno consentito ad un velivolo la cui concezione originaria risale ai primi anni 'cinquanta di restare efficace per mezzo secolo.

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