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Dassault Super Étendard

Aereo da attacco al suolo

Origine: Francia
Motori: 1 turbogetto Snecma Atar 8k50 con 49 kN di spinta
Prestazioni: Velocità massima 1,12 Mach (1380 km/h, in quota). Autonomia 1800 km. Raggio di azione 850 km. Tangenza 15500 m
Armamento: 2 cannoni DEFA M 552 da 30mm. Bombe caduta libera: fino a 2 100 kg. Missili aria aria: R550 Magic. Missili antinave: AM-39 Exocet. Missile nucleare: ASMP
Ruolo: Attacco, Bombardamento , Antinave

Descrizione: Il Dassault Super Étendard è un aereo da attacco al suolo monomotore imbarcato sviluppato a metà degli anni settanta dalla ditta francese Dassault Aviation. Impiegato dalla Marine Nationale anche nel ruolo antinave, ha partecipato, con le insegne della Aviación Naval argentina, alla Guerra delle Falkland. Dal 1986 è stato sottoposto a diversi aggiornamenti, denominati standard, che lo portarono ad assumere la designazione definitiva di Super Étendard Modernisé; la sostituzione dell'intera linea con i più recenti Rafale M, è incominciata nel 2006.
Verso la fine degli anni sessanta, quando l'Aeronavale era basata sulle attività di volo del Crusader statunitense, l'Étendard IVM/P ed il Breguet Br 1050 Alizé, lo stato maggiore cominciò a valutare l'introduzione di nuovi velivoli per mantenere, la macchina dell'aviazione navale, moderna ed affidabile. Sebbene non fossero ancora stati designati i rispettivi successori dell' Alizé e del Crusader, per l' Étendard vi era già un bando di concorso al quale risposero all'appello la versione navale del cacciabombardiere franco-britannico SEPECAT Jaguar ed il rinnovato Douglas A-4M Skyhawk II.
Fra i due velivoli, il Jaguar si mostrò essere il favorito sia per le proprie capacità operative che per essere frutto di un progetto coinvolgente l'industria nazionale francese. Il problema che ne frenò l'acquisizione, però, fu costituito dal suo peso: ciò che lo qualificava a pieno titolo come un cacciabombardiere, lo penalizzava fortemente nello svolgere le operazioni di decollo ed atterraggio su portaerei. Una sua adozione da parte della Marine Nationale avrebbe dovuto far scendere il numero di esemplari dal centinaio originariamente previsto a circa 75 unità, poiché i fondi rimanenti sarebbero stati utilizzati per i grandi lavori di irrobustimento delle catapulte e del ponte di volo delle portaerei Clemenceau e Foch.
Nel settembre del 1973, il governo francese firmò con la Dassault Aviation un ordine di 100 Super Étendard, inclusi 3 prototipi che, per ragioni economiche, furono degli Étendard IVM opportunamente modificati. Le direttive di sviluppo emanate successivamente dalla marina francese, riguardo alle implementazioni da apportare sui velivoli di serie, portarono ad un incremento dei costi di produzione tale da ridurre a 71 aeromobili l'ordine d'acquisto inizialmente inoltrato. Le consegne, incominciate il 28 giugno 1978 sulla base aerea di Bordeaux-Mérignac, si conclusero nel 1983.
Basato sulla cellula del precedente Étendard IVM, il SUE differiva principalmente per l'adozione di un nuovo propulsore SNECMA Atar 8K50 privo di postbruciatore, per una maggiore ipersostentazione, dovuta alle nuove appendici applicate anche sulle estremità alari ripiegabili, ed un'incrementata capacità di carico esterna.
La fusoliera è a sezione pressoché circolare-ellittica, il muso, inclinato verso il basso, concede una migliore visibilità all'appontaggio. I piani orizzontali sono collocati sul timone verticale in posizione intermedia, posizione ideale per consentire una buona manovrabilità agli elevati angoli d'attacco richiesti per le operazioni su portaerei. Il carrello d'atterraggio, di larga carreggiata, è sistemato nelle ali; anteriormente all'abitacolo prende posto il comparto avionica con il radome del radar ed una sonda retrattile per il rifornimento in volo.
Le prese d'aria semicircolari, infine, sono di semplice costruzione e costituite da elementi parzialmente mobili.
L'avionica del Super Étendard è stata più volte revisionata nel corso della sua attività operativa.
Essa aveva come elemento principale il radar Thomson-CSF AGAVE I, successivamente sostituito dal più moderno ANÈMONE, collocato nella parte anteriore del muso. L'AGAVE era un sistema multimodale con capacità di navigazione e combattimento aria-aria, progettato principalmente per i naval/maritme strike.
Un SAGEM-Kearfott ETNA Navigation-Attack System, il quale comprendeva un INS (Inertial Navigation System) integrato, un Head-Up Display Thomson-CSF ve-120, un display di navigazione, un radio altimetro, ed un radiofaro TACAN, completava la dotazione. Infine, per l'impiego su aeroporti o basi non militari, il SUE era dotato di un VOR compatibile con la versione civile ed assieme a questo di un Radar Warning Receiver per l'auto-difesa.
L'ANA formulò un ordine d'acquisto di 14 Super Étendard nel 1979, in seguito all'embargo militare voluto dagli USA come dura risoluzione nei confronti del governo argentino per la guerra sporca all'epoca in pieno svolgimento; l'embargo rese impossibile la consegna dei pezzi di ricambio per gli A-4Q Skyhawk. Assegnati alla 2da Escuadrilla Aeronaval, i piloti argentini destinati al pilotaggio dei SEM si addestrarono in Francia fra il novembre 1980 e l'agosto 1981 ma allo scoppio del conflitto delle Falkland-Malvinas, questi ancora non avevano completato la conversione sul nuovo aeromobile. Tra l'agosto ed il novembre 1981, solo cinque Super Étendard e cinque Exocet furono consegnati all'Argentina. I SEM durante il conflitto non operarono dalla loro portaerei, costretta in porto a causa della minaccia dei sottomarini inglesi che già affondarono l'incrociatore ARA General Belgrano, bensì dalla base aerea di Rio Grande.
Il primo degli Exocet utilizzati, in data 4 maggio, danneggiò il cacciatorpediniere britannico HMS Sheffield, posto in ricognizione della flotta. La spoletta dell'Exocet non funzionò correttamente, impedendo quindi l'esplosione della testata di guerra; ciò nonostante il carburante inutilizzato del missile fu sufficiente per provocare un incendio sullo Sheffield che affondò cinque giorni dopo per il collasso della sua struttura in alluminio. Il secondo missile, lanciato da un altro SUE in formazione, venne deviato terminando la sua corsa a prora di una fregata della Royal Navy. Il quinto ed ultimo missile, venne lanciato in un disperato attacco di una formazione argentina alla portaerei britannica HMS Invincible. Venne, però, intercettato dalle unità di scorta all'ammiraglia e due Skyhawk che presero parte all'azione, furono abbattuti.
Una volta terminato il conflitto, i Super Étendard completarono la loro qualifica all'appontaggio sulla portaerei argentina ARA Veinticinco de Mayo fino alla sua definitiva radiazione, avvenuta nel 1990.
Cinque Super Étendard, furono forniti in leasing all'Iraq, dal 1983 al 1985, a causa dei ritardi accumulati dalla consegna dei radar AGAVE destinati ai Dassault Mirage F1, ancora incapaci di utilizzare gli Exocet in possesso dell'Al-Quwwat al-Jawwiyya al-'Iraqiyya, l'aviazione militare irachena.
Nell'ambito della guerra Iran-Iraq, durante la primavera-estate del 1984, tre SUE vennero intercettati dagli F-14 Tomcat dell'iraniana Niru-ye Havayi-ye Artesh-e Jomhuri-ye Eslami-e Iran; due di questi furono abbattuti mentre il terzo riuscì a rientrare alla base nonostante fosse gravemente danneggiato. Solo tre unità ritornarono alla Francia al termine del prestito.

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