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By Filippo Brunelli


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LORETO: TRA FEDE E SPIRITUALITÀ
Loreto Loreto (AN)
Loreto è un comune anconetano che sorge sulla sommità di una modesta altura e circondata da un'ampia campagna.
La principale attrazione è il Santuario della Santa Casa di Loreto intorno al quale tutta la città si è sviluppata.
Secondo la tradizione il santuario ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret, ovvero la casa dove la Vergine Maria nacque, visse e ricevette l'annuncio della nascita miracolosa di Gesù: sempre secondo la tradizione, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate "per ministero angelico", prima Illiria in e poi nel territorio di Loreto. La tradizione racconta che “più di settecento anni fa la gente del luogo, ancora immersa nel sonno, venne destata da una luce immensa ed improvvisa che dal cielo illuminava il paesaggio sottostante: tutti uscirono dalle case per ammirare lo straordinario avvenimento, senza però poter capire la fonte di quella luminosità, che sembrava essersi stabilita ne pressi di Recanati, in mezzo ad un bosco infestato dai briganti. Allorché il sole sorse dal mare, l’arcano fu svelato: una casetta, tenuta sospesa da bellissimi angeli, si librava nell’aria fino a posarsi su un colle coperto da un bosco di lauri. A tutte le persone accorse sul posto apparve la casa di Nazareth, quella che Gesù aveva abitato per trent’anni; tutt’intorno era ancora profumo di fiori e si diffondeva un canto melodioso e celestiale.

La piazza che dà accesso alla basilica è sicuramente una delle più belle delle Marche. Al centro della piazza si staglia la mirabile Fontana Maggiore, capolavoro barocco di Carlo Maderno e Giovanni Fontana, mentre sul lato sinistro del sagrato si scorge il monumento a Papa Sisto V.
La città, che circondata da una cinta muraria eretta a partire dal XIV secolo come difesa dalle incursioni turche, racchiude un piccolo borgo molto suggestivo pieno di negozi e locali.
La città di Loreto è anche profondamente legata all'aeronautica militare tanto che attualmente è sede della Scuola Lingue Estere Aeronautica Militare e all'entrata della città si vede un MB339 PAN esposto.

Nel settembre del 1995 Loreto ospitò “Eurhope” (Europe + hope) un grande incontro europeo dei giovani con il Papa Giovanni Paolo II che, davanti a più di 400.000 persone, disse: “Ecco la vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell’uomo!"

"La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità" (Giovanni Paolo lI).
LA BASE TUONO
Folgaria Folgaria (TN)
Situata tra cime delle montagne trentine, prospicente un laghetto artificiale, a Passo Coe (1600 s.l.m.) si trova la Base Tuono, un'ex base militare missilistica, del tempo della guerra fredda rimasta in attività dal 1966 al 1977.

Iniziato nel 2010 la costruzione del museo è un monumento al periodo in cui si pensava che un conflitto tra super potenze potesse avvenire. Nel 2013 la Base Tuono ha ufficialmente ottenuto il riconoscimento come sito museale rappresentativo del sistema d’arma Nike-Hercules dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica; all'interno del perimetro che delimita la base si trovano esposti, infatti, gli ultimi missili terra-aria Nike-Hercules (ovviamente disarmati) esistenti in Italia.

Per chi visita la base è consigliato approfittare delle visite guidate che non solo spiegano il sistema d'arma di cui facevano parte i missili Nike-Hercules, ma racconta anche il clima geo-politico che ha condizionato la storia mondiale per più quasi mezzo secolo. La prima parte della visita inizia, infatti, con un'introduzione storica che illustra il periodo della Guerra Fredda nel contesto internazionale per proseguire con il sistema di difesa missilistico italiano, il dispiegamento delle basi missilistiche, l'operatività dei missili Nike-Hercules e le caratteristiche tecniche di questi ultimi.

Si passa poi nell’hangar, dove è esposto un missile Nike-Hercules adagiato su rotaia al quale sono state applicate delle finestrelle per guardarne i componenti interni; parte della visita sono anche i carri BCVan e RCVan che espongono i sistemi di controllo e tiro dei missili originali di quegli anni.
La visita finisce con il bunker sotterraneo dove viene illustrata la sequenza di lancio dei missili.
L'ultimo missile Nike-Ercules in Italia venne sparato venerdì 24 novembre 2006 in un poligono della Sardegna.

A chi fosse interessato si consiglia di consultare prima il sito web (www.basetuono.it) della base per verificare i giorni e gli orari d'apertura. Il prezzo del biglietto è basso e nei paraggi si presentano molte escursioni interessanti da fare.

AD AREZZO… PERCHÉ LA VITA È BELLA
Arezzo Arezzo (AR)
Arezzo è una città di antiche origini etrusche che è tornata alla ribalta per essere il borgo in cui Roberto Benigni girò il film "La vita è bella", che gli valse diversi premi Oscar; ma Arezzo è famosa anche per i capolavori di Piero della Francesca e del Cimabue.
La principale piazza della città è “Piazza Grande” che si trova nella parte alta dell’antico borgo; è piacevole fermarsi a prendere un aperitivo in uno dei tanti bar che vi si affacciano e lasciar spaziare lo sguardo sui palazzi che la circondano, tra i quali il Palazzo delle Logge costruito nel 1573 da Giorgio Vasari. La particolarità di questa piazza è quella di essere una piazza non in piano ma in pendenza. Davvero bella e pittoresca!

Il Duomo di S. Donato è uno dei tanti gioielli che adorna la Toscana: la cattedrale, in stile gotico, conserva al suo interno “la Santa Maria Maddalena” di Piero della Francesca e le splendide sono  considerate tra le più belle che si possono ammirare in Italia.
La costruzione del Duomo di Arezzo, o anche Cattedrale dei santi Pietro e Donato, è compresa tra il 1278 ed il 1511, anche se l'attuale facciata venne completata, in sostituzione dell'originale, solo nel 1914.
Esternamente il duomo appare semplice ma imponente, grazie all’uso limitato del contrasto cromatico che contribuisce ad evidenziare le ampie finestre della navata, mentre l'interno a tre navate si caratterizza per la notevole verticalità. L’altare maggiore è composto da tre elementi: l'altare vero e proprio, la grande pala marmorea e l'Arca di San Donato posta sul retro della pala. La mensa dell'altare poggia su pareti di pietra decorate con archetti trilobi e capitelli gotici.

Un’altra interessante chiesa che si trova ad Arezzo è quella dedicata a San Domenico che custodisce uno dei maggiori capolavori dell'arte del Duecento: il Crocifisso ligneo dipinto dal Cimabue nel 1265.
Tutta la chiesa, comunque, è interessante nel suo insieme, a cominciare dalla facciata incompiuta proseguendo con il campanile a vela sovrastato da due campane risalente al XIV secolo. Al suo interno, purtroppo, molti affreschi appaiono deteriorati. 
La chiesa ha una semplice struttura a navata singola molto allungata che termina in un prospetto posteriore da cui prospetta l'abside maggiore, l’interno risulta molto illuminato grazie alle numerose finestre presenti.

La basilica di S. Francesco contiene il ciclo di affreschi di Pier Della Francesca che illustrano la “Leggenda della Vera Croce”, dipinti tra il 1452 e il 1466 a decoro della cappella principale
Passeggiando per le vie della città non è difficile imbattersi in diversi cartelli che mostrano le scene del film, premio Oscar, “La vita è bella” che in questa pittoresca città è stato girato e che permettono di seguire un itinerario filmografico.

Per chi ama anche mangiare la città offre sempre moltissimi ristoranti tra i quali il sottoscritto segnala “La Cantina del Doc”, un locale piccolo ma molto accogliente, dove ho potuto non solo mangiare bene, ma sono rimasto estremamente impressionato dal cuoco che al termine del pranzo è passato tra i tavoli e, a chi ne faceva richiesta, spiegava le sue ricette. Una vera gioia per il palato.
GRAZZANO VISCONTI
Grazzano Visconti Grazzano Visconti (PC)
Grazzano Visconti fu costruito su iniziativa di Giuseppe Visconti di Modrone intorno all’antico castello, agli inizi del 1900, con l’intento di creare un originale centro artistico in veste medioevale. 
La realizzazione del borgo, della quale Giuseppe Visconti di Modrone fu progettista, direttore dei lavori, pittore e affrescatore venne talmente apprezzata dal re d'Italia Vittorio Emanuele III che con Regio Decreto, ne cambia il nome di Grazzano in Grazzano Visconti e conferisce a Don Giuseppe il titolo di duca.
Nell’idea del futuro duca il borgo doveva avere in se strutture utili ad assicurare lavoro ai giovani che terminavano i corsi di artigianato creativo del legno e del ferro battuto della nascente scuola di Grazzano.
Pur sapendo che il borgo venne costruito tutto agli inizi del ‘900 il turista che lo visita non può non rimanere impressionato dalla bellezza e dall’armonia degli edifici e dei viali. Tutto, dalle fontane alle immagini votive, dalle mura merlate alle finestre a sesto acuto delle case contribuisce a portare il visitatore in uno spazio-tempo distante, tanto che difficilmente si riesce a credere che non sia originale del medioevo quello che si vede; la cura con la quale è realizzata e posizionata ogni insegna ed ogni lampada nelle vie e nelle piazze più che una sapiente regia fanno pensare ad uno sviluppo naturale del borgo durato molti secoli e si stenta a credere che la costruzione più “nuova” sia solo di 90 anni fa.

Museo Internazionale delle Torture
Uno dei posti da visitare (se non altro per curiosità) è sicuramente il museo delle torture.
Piccolo ma ricco di “cimeli” offre un compendio di quello che nell’immaginario collettivo sono state le torture attuate nei secoli bui ed oltre. Se vedendo un esempio di garrota si rimane impressionati nel pensare che come strumento per eseguire le condanne a morte rimase in auge in Spagna fino al 1974,  certamente si sorriderà nel vedere la riproduzione di una cintura di castita, ben sapendo che non sono mai esistite in realtà.
Ma anche il sospettare che molte degli strumenti  esposti sono falsi il solo fatto di immergersi in un “gioco” che ci dovrebbe riportare in un ipotetico passato ricostruito  rende la visita al museo simpatica.

La mostra permanente di attrezzi agricoli
La corte vecchia è un’ampia area circondata da degli edifici che, conservando intatta la propria tipologia si armonizzano con il borgo di Grazzano Visconti, sono una testimonianza della civiltà contadina di parecchi decenni fa ed all’interno di uno di essi, sotto il portico di un vecchio fienile, sono esposti gli attrezzi agricoli del passato a testimoniare le attività agricole nei dintorni del borgo.

Il castello
Il Castello è parzialmente visitabile con visita guidata ed al suo interno si possono vedere sale di rappresentanza riccamente arredate, camere da letto di varia epoca ed altri locali molto interessanti.
Fu costruito inizialmente nel 1395 da Giovanni Anguissola marito di Beatrice Visconti, sorella di Gian Galeazzo Visconti. Nel 1870 passa alla moglie dell'allora proprietario, il conte Filippo della famiglia Anguissola, Fanny Visconti di Modrone, ed attualmente la famiglia Visconti ne sono i proprietari.
Giuseppe Visconti di Modrone, alla fine del 1800, fece restaurare il castello in modo da ricreare un aspetto antico del castello e modificandolo con il gusto neoromantico tipico del tempo.
La visita dura circa 1h e 1/2  e le guide risultano molto preparate anche nel raccontare gli aneddoti della famiglia, come quello del regista Lucchino Visconti (diretto discendente del conte) che per la scena della cena nel film “Il Gattopardo” si fece mandare i piatti dal castello.
Nella corte del castello compare la statua di “Aloisa”. Si narra che il fantasma di questa donna che andò sposa di un capitano della milizia che fu da lui tradita e che per questo morì di dolore, si aggiri ancora per il castello. La tradizione la fatta assurgere a simbolo di protezione per gli innamorati.
Il castello è circondato da un parco di circa 150.000 mq, anch’esso realizzato su progetto del duca Giuseppe Visconti di Modrone, che comprende un giardino in parte all’inglese e in parte all’italiana.

Il borgo, completamente chiuso al traffico; chi arriva in macchina può usufruire di due ampi parcheggi a pagametno posti alle entrate e tra le vie del borgo, completamente sterrate, si trovano moltissimi negozietti folcloristici.

AQUILEIA: LE ROVINE E LA BASILICA
Aquileia Aquileia (UD)
Fondata dai Romani nel 181 a.C. come avamposto militare contro i barbari, Aquileia divenne in seguito un importante centro commerciale fluviale e  una delle città più fiorenti dell'Impero. Raggiunse il suo apice sotto il dominio di Cesare Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) divenendo capitale della X Regio “Venetia et Histria” ed accelerando quel processo che ne avrebbe fatto una delle più importanti metropoli dell’Impero Romano. 
L'edificio più rappresentativo della città è sicuramente la sua basilica che, dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, si presenta in forme romanico-gotiche ed è il più antico edificio di culto cristiano nell’Italia nordorientale che servì come modello per altre chiese
L’interno, maestoso e solenne, mentre il pavimento è costituito da un meraviglioso mosaico del secolo IV, riportato alla luce nel primo decennio del 1900; il soffitto ligneo a carena di nave risale al secolo X. Nella chiesa sono praticamente racchiusi 1.000 anni di storia.
Il pavimento è il più esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale (760 m²) e si consiglia vivamente di prendere un audioguida che spiega i mosaici e le allegorie ivi presenti.
tramite un camminamento vetrato che costeggia il pavimento della chiesa si possono osservare i vari mosaici tra i quali appare la Lotta tra il Gallo e la Tartaruga due figure (soprattutto il gallo) che si ripresenteranno diverse volte nella visita alla chiesa. Il Gallo, annunciatore della luce del nuovo giorno, raffigura Cristo “Luce del mondo”; la Tartaruga, il cui nome greco significa “Abitatore delle tenebre”, simboleggia il Maligno.
Sempre nella basilica vi è la Cripta degli affreschi, dipinta nella seconda metà del XII con le Storie di Ermacora raccontano le origini del cristianesimo ad Aquileia, mentre nelle quattro lunette sono raffigurate le scene della Passione di Cristo e la Morte di Maria.
La Cripta degli Scavi è una zona archeologica sotterranea (sotto il prato che circonda il Campanile) in cui sono visibili resti archeologici di quattro epoche diverse.

All'esterno della basilica c'è la chiesa dei Pagani, così chiamata perché vi si radunavano i catecumeni, e che sorge davanti alla Basilica ed è collegata con un portico alla struttura principale, mentre attorno all’abside della Basilica, si trova il cimitero dei caduti della Prima Guerra Mondiale, dove riposano dieci degli undici militi ignoti.
Infine alla prima metà dell'XI secolo risale il poderoso campanile a base quadrata coronato da un piccolo tiburio ottagonale sormontato da una cuspide.

TENNO ED IL SUO LAGO
Tenno Tenno (TN)
Il lago di Tenno è un vero e proprio gioiello naturale del Trentino tanto da essere considerato più pulito specchio d’acqua dolce d’Italia. Situato a 570 metri di altezza s.l.m. alle pendici del Monte Misone, il lago ha una forma rotonda ed è circondato dalle montagne che con il loro fitto bosco lo incoronano in tutta la sua bellezza; non essendovi costruzioni attorno al lago e neppure coltivazioni intensive quest’ultimo ha potuto mantenere intatto il suo aspetto naturale.
Il lago è una vera e propria oasi di quiete che, grazie alle acque limpidissime e le temperature gradevoli, si presta perfettamente a dei bagni rinfrescanti nelle calde giornate estive. Una bella camminata, con un percorso ad anello, permette di percorrerlo in tutta la sua lunghezza mentre i terrazzamenti danno modo di riposarsi e prendere il sole.
Chiamato anche “il lago azzurro” per la bellezza ed il colore tipico delle sue acque, il lago non ha alcun emissario (l'acqua esce dal lago per filtrazione) e presenta un clima mediterraneo pur rimanendo nel contesto alpino che lo rendono unico. Al suo interno vi è una piccola isoletta che è facilmente raggiungibile a nuoto (in estate vi si accede addirittura a piedi, perché l'acqua scende e l'isola diventa una penisola), mentre il fondale costituito da pietre bianche, acque limpidissime.
Nel 1970 fu scoperta un'antica foresta di tronchi sotto il livello dell'acqua e, grazie al metodo del radiocarbonio, è stato possibile datare la morte degli alberi, e dunque la formazione del lago intorno al 1.100 d.C.

Il lago è facilmente raggiungibile in auto da parecchie provincie come Verona, Trento, Brescia tramite Riva del Garda e l’accesso è assicurato, dopo aver lasciato l’auto in uno dei parcheggi limitrofi, da una lunga scalinata in pietra.

Sicuramente il lago merita di essere visitato in qualunque periodo dell’anno, approfittando per visitare anche la “grotta cascata del Varone“ ed il borgo medievale di Canale di Tenno.
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