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By Filippo Brunelli


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Loreto (an)
Loreto Loreto: tra fede e spiritualità
Loreto è un comune anconetano che sorge sulla sommità di una modesta altura e circondata da un'ampia campagna.
La principale attrazione è il Santuario della Santa Casa di Loreto intorno al quale tutta la città si è sviluppata.
Secondo la tradizione il santuario ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret, ovvero la casa dove la Vergine Maria nacque, visse e ricevette l'annuncio della nascita miracolosa di Gesù: sempre secondo la tradizione, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate "per ministero angelico", prima Illiria in e poi nel territorio di Loreto. La tradizione racconta che “più di settecento anni fa la gente del luogo, ancora immersa nel sonno, venne destata da una luce immensa ed improvvisa che dal cielo illuminava il paesaggio sottostante: tutti uscirono dalle case per ammirare lo straordinario avvenimento, senza però poter capire la fonte di quella luminosità, che sembrava essersi stabilita ne pressi di Recanati, in mezzo ad un bosco infestato dai briganti. Allorché il sole sorse dal mare, l’arcano fu svelato: una casetta, tenuta sospesa da bellissimi angeli, si librava nell’aria fino a posarsi su un colle coperto da un bosco di lauri. A tutte le persone accorse sul posto apparve la casa di Nazareth, quella che Gesù aveva abitato per trent’anni; tutt’intorno era ancora profumo di fiori e si diffondeva un canto melodioso e celestiale.

La piazza che dà accesso alla basilica è sicuramente una delle più belle delle Marche. Al centro della piazza si staglia la mirabile Fontana Maggiore, capolavoro barocco di Carlo Maderno e Giovanni Fontana, mentre sul lato sinistro del sagrato si scorge il monumento a Papa Sisto V.
La città, che circondata da una cinta muraria eretta a partire dal XIV secolo come difesa dalle incursioni turche, racchiude un piccolo borgo molto suggestivo pieno di negozi e locali.
La città di Loreto è anche profondamente legata all'aeronautica militare tanto che attualmente è sede della Scuola Lingue Estere Aeronautica Militare e all'entrata della città si vede un MB339 PAN esposto.

Nel settembre del 1995 Loreto ospitò “Eurhope” (Europe + hope) un grande incontro europeo dei giovani con il Papa Giovanni Paolo II che, davanti a più di 400.000 persone, disse: “Ecco la vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell’uomo!"

"La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità" (Giovanni Paolo lI).
Folgaria (tn)
Folgaria La Base Tuono
Situata tra cime delle montagne trentine, prospicente un laghetto artificiale, a Passo Coe (1600 s.l.m.) si trova la Base Tuono, un'ex base militare missilistica, del tempo della guerra fredda rimasta in attività dal 1966 al 1977.

Iniziato nel 2010 la costruzione del museo è un monumento al periodo in cui si pensava che un conflitto tra super potenze potesse avvenire. Nel 2013 la Base Tuono ha ufficialmente ottenuto il riconoscimento come sito museale rappresentativo del sistema d’arma Nike-Hercules dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica; all'interno del perimetro che delimita la base si trovano esposti, infatti, gli ultimi missili terra-aria Nike-Hercules (ovviamente disarmati) esistenti in Italia.

Per chi visita la base è consigliato approfittare delle visite guidate che non solo spiegano il sistema d'arma di cui facevano parte i missili Nike-Hercules, ma racconta anche il clima geo-politico che ha condizionato la storia mondiale per più quasi mezzo secolo. La prima parte della visita inizia, infatti, con un'introduzione storica che illustra il periodo della Guerra Fredda nel contesto internazionale per proseguire con il sistema di difesa missilistico italiano, il dispiegamento delle basi missilistiche, l'operatività dei missili Nike-Hercules e le caratteristiche tecniche di questi ultimi.

Si passa poi nell’hangar, dove è esposto un missile Nike-Hercules adagiato su rotaia al quale sono state applicate delle finestrelle per guardarne i componenti interni; parte della visita sono anche i carri BCVan e RCVan che espongono i sistemi di controllo e tiro dei missili originali di quegli anni.
La visita finisce con il bunker sotterraneo dove viene illustrata la sequenza di lancio dei missili.
L'ultimo missile Nike-Ercules in Italia venne sparato venerdì 24 novembre 2006 in un poligono della Sardegna.

A chi fosse interessato si consiglia di consultare prima il sito web (www.basetuono.it) della base per verificare i giorni e gli orari d'apertura. Il prezzo del biglietto è basso e nei paraggi si presentano molte escursioni interessanti da fare.

Arezzo (ar)
Arezzo Ad Arezzo… perché la vita è bella
Arezzo è una città di antiche origini etrusche che è tornata alla ribalta per essere il borgo in cui Roberto Benigni girò il film "La vita è bella", che gli valse diversi premi Oscar; ma Arezzo è famosa anche per i capolavori di Piero della Francesca e del Cimabue.
La principale piazza della città è “Piazza Grande” che si trova nella parte alta dell’antico borgo; è piacevole fermarsi a prendere un aperitivo in uno dei tanti bar che vi si affacciano e lasciar spaziare lo sguardo sui palazzi che la circondano, tra i quali il Palazzo delle Logge costruito nel 1573 da Giorgio Vasari. La particolarità di questa piazza è quella di essere una piazza non in piano ma in pendenza. Davvero bella e pittoresca!

Il Duomo di S. Donato è uno dei tanti gioielli che adorna la Toscana: la cattedrale, in stile gotico, conserva al suo interno “la Santa Maria Maddalena” di Piero della Francesca e le splendide sono  considerate tra le più belle che si possono ammirare in Italia.
La costruzione del Duomo di Arezzo, o anche Cattedrale dei santi Pietro e Donato, è compresa tra il 1278 ed il 1511, anche se l'attuale facciata venne completata, in sostituzione dell'originale, solo nel 1914.
Esternamente il duomo appare semplice ma imponente, grazie all’uso limitato del contrasto cromatico che contribuisce ad evidenziare le ampie finestre della navata, mentre l'interno a tre navate si caratterizza per la notevole verticalità. L’altare maggiore è composto da tre elementi: l'altare vero e proprio, la grande pala marmorea e l'Arca di San Donato posta sul retro della pala. La mensa dell'altare poggia su pareti di pietra decorate con archetti trilobi e capitelli gotici.

Un’altra interessante chiesa che si trova ad Arezzo è quella dedicata a San Domenico che custodisce uno dei maggiori capolavori dell'arte del Duecento: il Crocifisso ligneo dipinto dal Cimabue nel 1265.
Tutta la chiesa, comunque, è interessante nel suo insieme, a cominciare dalla facciata incompiuta proseguendo con il campanile a vela sovrastato da due campane risalente al XIV secolo. Al suo interno, purtroppo, molti affreschi appaiono deteriorati. 
La chiesa ha una semplice struttura a navata singola molto allungata che termina in un prospetto posteriore da cui prospetta l'abside maggiore, l’interno risulta molto illuminato grazie alle numerose finestre presenti.

La basilica di S. Francesco contiene il ciclo di affreschi di Pier Della Francesca che illustrano la “Leggenda della Vera Croce”, dipinti tra il 1452 e il 1466 a decoro della cappella principale
Passeggiando per le vie della città non è difficile imbattersi in diversi cartelli che mostrano le scene del film, premio Oscar, “La vita è bella” che in questa pittoresca città è stato girato e che permettono di seguire un itinerario filmografico.

Per chi ama anche mangiare la città offre sempre moltissimi ristoranti tra i quali il sottoscritto segnala “La Cantina del Doc”, un locale piccolo ma molto accogliente, dove ho potuto non solo mangiare bene, ma sono rimasto estremamente impressionato dal cuoco che al termine del pranzo è passato tra i tavoli e, a chi ne faceva richiesta, spiegava le sue ricette. Una vera gioia per il palato.

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Primavera 2019 (126)
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Siti web ikea vs artigianali
Siti web ikea vs artigianali

Quando si decide di fare un sito web, per prima cosa bisogna decidere il tipo di "stumento" da utilizzare. Principalmente ci si orienta tra l'affidarsi ad un CMS e l'affidarsi a un Frameworks1 ( tralasciamo i classici  siti web statici fati solamente in HTML e CSS in quanto obsoleti). Per capire di cosa stiamo parlando iniziamo con il dire che i CMS (Sistemi di gestione dei contenuti) riducono, per l'utente che lo usa, la necessità di avere conoscenze specifiche di programmazione, mentre un frameworks fornisce una serie funzionalità che è possibile utilizzare per creare un sito personalizzato.


Cosa sono i CMS
I CMS, come abbiamo detto sopra, sono un sistema che permette di gestire i contenuti senza la necessità di una conoscenza specifica.  Tra i Content Management Systems più famosi spiccano Wordpress, Joomla!, Drupal, Magneto, Wix.
Le caratteristiche di ogni CMS sono diverse ma il loro nucleo e metodo di utilizzo è suppergiù il medesimo:

  • l'utente installa sul suo server il CMS tramite semplici passaggi (solitamente 1 o 2)
  • sceglie un template2 tra quelli disponibili
  • Inserisce i contenuti
  • Attiva eventuali Plug-in3

Da questi passaggi si evince che un CMS non necessita di nessuna conoscenza di programmazione in quanto si bassa su moduli preinstallati.


Cos'è un Frameworks
Un framework è un'architettura logica di supporto su cui un software può essere progettato e realizzato (quindi non è un linguaggio di programmazione!). La sua funzione è quella di creare una infrastruttura generale, lasciando al programmatore il contenuto vero e proprio dell'applicazione. Lo scopo di un framework è infatti quello di risparmiare allo sviluppatore la riscrittura di codice già scritto in precedenza per compiti simili.
Un Framework permette di interagire con un linguaggio di programmazione (e, come nel caso di .Net, di compilarne il codice).
I frameworks più famosi per la creazione di applicazioni web sono:

  • .Net ,che può interagire con diversi linguaggi che vanno dal C# al Vb.Net
  • Laravel e Symfony, che interagisce con PHP
  • Angular e Node.js, ottimi per Jscript
  • Django, creato per Phyton
  • Ruby on Rails, ottimo per usare Ruby

Si capisce subito che utilizzare un Frameworks richiede conoscenze specifiche e necessita di più tempo per la realizzazione di un progetto.


Personalizzazione
A chi utilizza principalmente i CMS per creare siti web piace molto il motto "perché reinventare la ruota se esiste già?" per riferirsi al fatto che per i CMS esistono centinaia di migliaia di templates disponibili (gratis o a pagamento)  tra i quali scegliere e quindi non ha senso sforzarsi nel creare del nuovo codice e dei nuovi layout per un progetto web. In realtà la maggior parte di chi utilizza i CMS non ha molte conoscenze di programmazione e tende a nascondersi dietro questo modo di pensare.
Tramite un CMS, infatti si hanno a disposizione, come già accennato sopra, tutta una serie di strumenti, tools e plug-in tra i quali scegliere e facilmente installabili e configurabili ma…
Potrebbero insorgere complicazioni quando è necessario che il sito web si adatti alle proprie esigenze specifiche.
Con un framework, invece, si deve creare un progetto da zero, il che porta a realizzare caratteristiche uniche e distintive: i framework sono altamente personalizzabili mentre un  CMS ha in genere dei limiti.
Con un CMS, ad esempio,  non è possibile modificare la funzionalità di base o non si aggiornerà correttamente, mentre un framework non ha limiti!
La realizzazione di un progetto web tramite un frameworks anziché di un CMS comporta, quindi, dei tempi di lavorazione più lunghi (tenendo conto della progettazione, debug4, ecc.) ma un grado di personalizzazione maggiore.


Sicurezza
Sucuri (azienda leader nel monitoraggio e protezione dei siti web) ha rilevato che nel 2018 la maggior parte dei siti web hackerati (90%) erano fatti tramite Wordpress (che è il CMS più utilizzato), seguiti da Magneto e Joomla!.
Gli esperti hanno rilevato che la maggior parte degli attacchi avvenivano tramite plug-in o non aggiornamenti dei sistemi stessi.
Il motivo di questa grande quantità di attacchi è presto chiarita: i CMS ed i relativi Plug-in, sono per la maggior parte progetti Open Source5 e quindi chiunque ne può vedere il codice sorgente ed eventualmente le vulnerabilità (così come chiunque può correggerle!)
Un progetto che utilizza un frameworks, invece, è quasi sempre scritto tramite un codice personalizzato e specifico da chi lo crea e quindi (a parte le vulnerabilità delle infrastrutture) risulta meno soggetto ad attacchi hacker.
Un framework ben sviluppato è molto più sicuro di un CMS generico, anche se i sistemi di gestione dei contenuti hanno spesso plug-in scritti per rafforzare la loro sicurezza.


Flessibilità
Indipendentemente dal tipo di progetto che si vuole creare può nascere la necessità di dover integrare lo stesso con delle funzionalità non previste come ad sistemi di  CMR (customer relationship management ovvero la gestione dei rapporti con i clienti) che possano interagire con altri strumenti e/o siti, come nel caso di Salesforce6.
Un progetto sviluppato tramite un framework sarà benissimo in grado di integrarsi e modellarsi con ogni necessità, mentre un progetto creato tramite un CMS dovrà "adattarsi" in base ai plug-in disponibili oppure affidarsi alla realizzazione dei plug-in personalizzati tramite un programmatore o un' agenzia con costi molto elevati.
Certo esiste anche la possibilità di creare progetti personalizzati che si basano sul core di un CMS ma in questo caso i costi partono, spesso, dai 5.000 euro superando, a volte, i 10.000, quindi non molto lontani (a volte anzi superiori) da quelli della realizzazione di una piattaforma web tramite l'uso di un frameworks.
Quando si parla di flessibilità, quindi, un frameworks offre un grado di libertà a 360° a fronte di costi di sviluppo più alti, mentre un CMS risulta molto più limitato con un costo minore.

 

Cosa segliere?
I CMS ed i Frameworks cono strumenti completamente diversi e la scelta di utilizzare l'uno anziché l'altro dipende da vari fattori. Prima di scegliere quale metodo di sviluppo scegliere è bene considerare alcuni punti:

  • La quantità di tempo che si è disposti a investire su di un progetto
  • La quantità di soldi che si possono/vogliono investire sullo stesso
  • L'unicità del progetto ed il suo grado di flessibilità
  • Il target al quale il progetto è destinato
  • Il grado di sicurezza di cui si necessita

Sicuramente per il blog personale che non necessita di troppe visite o anche di un semplice negozio sotto casa l'utilizzo di un CMS può rappresentare una scelta oculata, laddove, nel caso ci si affidi ad un azienda o a un professionista, i costi non siano troppo elevati.
Se il progetto riguarda invece un progetto web che deve interagire con i clienti, presentare prodotti e come target si designi traguardi elevati è meglio iniziare subito con un Frameworks ( meglio se .net) onde evitare poi di dover ricominciare tutto da capo.
Ricordiamo, infine, che pochissimi degli utenti che accederanno ad un sito web sono in grado di capire con quale tecnologia sia stato sviluppato, ma prestano più attenzione alla fruibilità del sito, ai contenuti e a quanto sia conforme alle sue necessità.


1 Per una spiegazione di cosa sia un frameworks si consiglia di leggere il precedente articolo "Php o .Net? Facciamo Chiarezza" 
2
 Il template nel web è un modello usato per separare il contenuto dalla presentazione grafica, e per la produzione in massa di pagine Web. 
3 Con il termine plug-in, in questo caso, ci si riferisce a programma non autonomo che interagisce con un altro programma per ampliarne o estenderne le funzionalità originarie. 
4Nella programmazione informatica il debug è l'attività di ricerca e correzione degli errori (bug) in un programma. 
5 Letteralmente "sorgente aperta", indica un software il cui codice sorgente è rilasciato con una licenza che lo rende modificabile o migliorabile da parte di chiunque. 
6 Salesforce è la più importante piattaforma per la gestione delle relazioni con i clienti (CRM)

Vivere senza Wikipedia
Vivere senza Wikipedia
Il 25 marzo 2019 gli utenti che accedevano alle pagine della nota enciclopedia online wikipedia hanno avuto la triste sorpresa di trovarsi la pagina autosospesa per protesta contro la legge che si stava varando in nel parlamento europeo riguardo il diritto di copywrite.
Di Wikipedia e di come, a volte, le informazioni esposte non siano sempre affidabili ne ho già parlato in un mio precedente post e non voglio tornarvi sopra, così come non voglio trattare della nuova normativa europea sul copywrite; quello che voglio evidenziare in questo mio post è invece come sia possibile (a volte anche augurabile) approfondire le ricerche online baypassando wikipedia.
I motori di ricerca, tra i vari requisiti che permettono un buon posizionamento nelle ricerche, considerano anche la popolarità di un sito e quanto il contenuto di questo sia affine alle parole ricercate dall’utente. In base a questi criteri Wikipedia compare sempre tra i primi posti (se non addirittura per primo) e l’utente medio, in generale, non cerca più fonti di informazione, ma si limita al primo (al massimo al secondo) risultato che trova. In questo modo Wikipedia guadagna sempre più posizioni ed è diventata il punto di riferimento per “sapere” qualcosa. Secondo i dati Semrush wikipedia è il sito che in Italia riceve il maggior numero di visite da Google
Il 25 marzo, però gli utenti hanno dovuto arrangiarsi come ai tempri pre-wikipedia. Nulla di grave, s’intende, il disguido è stato momentaneo, ma molti utenti hanno riscoperto la rete per le ricerche. 
D'altronde molti geek già lo facevano: se si voleva avere delle informazioni su di un film meglio andare su mymovie.it che offre un database molto fornito oltre che diverse recensioni e critiche; se si vuole sapere qualcosa di matematica cosa c’è di meglio di youmath.it?
Ed in effetti se volessimo fare una prova e confrontare il risultato della ricerca per la parola “numero complesso” tra wikipedia e youmath scopriremmo che la spiegazione di quest’ultimo (sebbene più lunga) è molto più chiara e comprensibile.
Ci siamo accorti che con il passare del tempo Wikipedia tende ad essere sempre più ingombrante, diventando sempre più spesso l’unico mezzo per ricercare informazioni online e che disincentiva l’utente alla ricerca di altre fonti.
Ma il variare delle fonti anche per sedare una piccola curiosità o una trascurabile lacuna, è diventato un obbligo.
Certo molti utenti si saranno trovati spaesati, persi, impauriti senza una risposta manicheistica immediata che illumina la loro curiosità velocemente quasi che un possibile horror digitale si sia insinuato nella loro vita e, magari, hanno rinunciato alla loro ricerca aspettando che il “doomsday” wikipediano passasse.
La verità, invece, è che senza l’enciclopedia libera e collaborativa si può vivere bene, anzi ci si può informare meglio e magari confrontarsi con i nostri interlocutori portando più punti di vista di uno stesso argomento.
Certo il 1492 rimane per tutti l’anno della scoperta dell’America e dell’unificazione spagnola, ma la quantità e la qualità di come quest’informazione viene data fa la differenza, un po’ come leggere una rivista di storia o un saggio di storia sullo stesso argomento.
Whatsapp non deve essere l'alternativa ai classici SMS
Whatsapp non deve essere l'alternativa ai classici SMS

La notizia che dal 2019 Whatsapp (che conta 1,5 miliardi di utenti) smetterà di funzionare su alcuni dispositivi, insieme a quella che Google (tramite la propria app CHAT) ha intenzione di sostituire ai classici SMS mi porta a fare alcune riflessioni.


Cosa sono gli SMS
Iniziamo subito con il chiarire la differenza tra i classici SMS e i programmi di Istant Messanging.
I classici SMS sono un servizio che utilizza un protocollo riconosciuto da oltre 160 paesi che permette di scambiare brevi messaggi di testo (160 caratteri da 7 bit equivalenti a 140 byte: 1120bit di messaggio più le informazioni aggiuntive) tra gli utenti di telefoni mobili.
Il servizio di messaggistica breve sui telefoni cellulari nasce agli inizi degli anni ’90 sulla rete GSM ed è poi stato esteso sia sulle reti UMTS che quelle 3G, 4G e 5G. Tramite questo sistema di scambio dati un utente che ha uno smartphone di ultimissima generazione che si trova in Italia può tranquillamente mandare un messaggio di testo ad un utente che ha un telefono GSM vecchio di 20 anni che si trova in Congo, con la certezza che questi lo riceverà, indipendentemente da quale gestore usiamo: un messaggio sms, quando viene inviato, utilizza sei diversi tipi di protocolli, chiamati Protocol Data Unit (PDU)1; tralasciando la spiegazione tecnica di cosa serve ogni protocollo diciamo che, tramite questi protocolli, si può avere la certezza che un sms sia stato recapitato o meno.
Ultima nota tecnica: un sms può essere inviato al centro messaggi2 che provvede a smistarlo tramite vari dispositivi; oltre al telefono cellulare, infatti, posso inviare messaggi tramite modem dialup, dispositivi DMTF ( ad esempio telefono a tono), tramite internet.
Ci sono due modi di inviare sms, il primo è il classico Point to Point dove un messaggio viene inviato da un utente ad un altro, il secondo, chiamato Cell Broadcast, permette di inviare un messaggio a tutti i dispositivi collegati ad una determinata cella. Questo metodo è usato soprattutto dalle agenzie governative per allertare le persone di eventuali pericoli o altro come nel caso del ”PenforCec” (Proximity Emergency Network for Common European Communication) dell’Unione Europea nato con lo scopo di avvisare i cittadini di un attentato nella zona dove si trovano.


Cosa sono i programmi di Istand messaging
I programmi di instant messaging nascono anche loro negli anni ’90 del secolo scorso; il primo programma (che è ancora funzionante) si chiamava ICQ e, installato su di un computer, permetteva di ricevere messaggi in tempo reale e di scambiare foto e informazioni; con l’avvento degli smartphone questi programmi hanno preso il nome di APP e hanno iniziato ad evolversi offrendo più funzionalità, ma il principio di funzionamento è sempre lo stesso: tramite una connessione ad internet posso inviare una sequenza di byte ad un altro utente che utilizza il medesimo programma.


Differeneze, sicurezza e altro
Vediamo subito che mentre il primo è un servizio che usa un protocollo standard il secondo è un programma di una azienda privata che per funzionare tra due o più utenti necessita che entrambi abbiano lo stesso programma installato. Inoltre può succedere, come nel caso di whatsapp che se l’azienda decide che un sistema o un tipo di telefono non possa più usare quel programma nulla può fare l’utente per impedirlo, proprio come accadrà dal 2019 quando molti telefoni antecedenti il 2011 e che usano android 2.3.7 (ovvero Gingerbread) non potranno più usare Whatsapp, così come gli Iphone dotati di IOS7 ( ad esempio iphone4 non aggiornati) e moltissimi altri telefoni come quelli che Windowsphone 8.0.
Nel mercato degli Istant messaging sono due i programmi che detengono il primato: Messagner e Whatsapp, entrambi appartengono a Facebook.
In particolare Messanger è utilizzato soprattutto in Nord America, Australia, Francia, in alcuni paesi dell’Europa dell’est, Nord Africa, nel resto del mondo il più usato è Whatsapp ad eccezione della Cina dove è più usato wechat.


Da un punto di vista della sicurezza vediamo subito che essendo il primo (SMS) un servizio ed il secondo (IM) un programma molto spesso si preferisce utilizzare gli SMS per comunicazioni importanti e che richiedono un livello di sicurezza più elevato: le banche, per inviare i codici di accesso preferiscono usare gli SMS anziché un programma di istant messaging, così come alcuni uffici come ad esempio l’INPS per inviare la seconda parte del PIN personale preferisce un SMS o un messaggio in e-mail.
Malgrado le conversazioni di whatsapp siano crittografate ricordiamo che questo rimane pur sempre un programma (o app dir si voglia) e come tale può essere hakerato; nel 2017 un exploit permetteva di conoscere se un utente era attivo o meno o se avesse ricevuto i messaggi, lo stato dell’ultimo accesso, eccetera, malgrado nel profilo le impostazioni fossero impostate per lasciare nascoste queste informazioni.
Inoltre ci sono alcuni tools e tips online che tramite Kali OS (una distribuzione di Linux pensata per effettuare penetration test) che permettono di hakerare un account).
Whatsapp, inoltre non ci può garantire per sempre l’utilizzo che l’azienda Facebook farà dei nosti dati in futuro; nei termini della d’utilizzo si legge:
WhatsApp è una delle aziende di Facebook. WhatsApp lavora e condivide informazioni con le altre aziende di Facebook per ricevere servizi quali infrastrutture, tecnologie e sistemi che ci consentono di offrire e migliorare WhatsApp e continuare a mantenere WhatsApp e le aziende di Facebook sicure e protette.”
Ed ancora:
Oggi, Facebook non usa le informazioni del tuo account WhatsApp per migliorare le tue esperienze con i prodotti di Facebook o per fornirti esperienze pubblicitarie Facebook più pertinenti su Facebook”.
In questo caso la parola che deve preoccupare è “oggi”, in quando se “domani” l’azienda decide di cambiare e di utilizzare i dati l’utente si trova davanti ad una scelta: accettare di vedere utilizzati i propri dati personali ad un simile scopo e continuare ad utilizzare il programma oppure rifiutare e non utilizzare più il programma.
Anche se lasciassimo il programma non avremmo mai la certezza che i nostri dati vengano effettivamente cancellati perché, come si legge sulla pagina ufficiale di Whatsapp:
…la copia di alcuni materiali (ad esempio, i file di log e il registro chiamate) potrebbe rimanere nel nostro database, ma non è associata a identificatori personali. Per motivi legali (quali, gestione delle frodi e di altre attività illegali), potremmo conservare le tue informazioni..
Naturalmente l’utilizzo che un azienda fa o farà dei nostri dati non riguarda solo whatsapp ma tutti programmi.


Sfatiamo adesso uno dei luoghi comuni più famosi sulla differenza tra un sms e un messaggio via IM, ovvero che gli sms li pago mentre un messaggio di instant messaging è gratis. L’affermazione più giusta sarebbe che un IM mi cosa meno di un equivalente SMS, ma in entrambi i casi li pago. Quanto? Dipende dal profilo contrattuale che ho con il mio gestore e dall’uso che faccio dei dati.
Molte compagnie di telefonia mobile offrono, ad un costo fisso, un pacchetto che comprende minuti di conversazione, SMS e dati; al superamento della soglia, tutto quello che eccede il traffico fissato viene pagato a parte, così se supero il numero di minuti o di sms che posso usare gli altri li pago. Lo stesso vale anche per il traffico internet.
Un IM utilizza i dati e se mi limito a inviare solo un messaggio di testo di 160 caratteri sono più o meno l’equivalente di 140byte, come un SMS e avendo un profilo che mi consentisse anche solamente 2Gb mensili il numero di IM che mando sarà sempre nettamente superiore agli SMS disponibili (a meno che non abbia sms illimitati!)
Tramite IM non ci si limita a inviare solamente testo ma il più delle volte si inviano informazioni multimediali quali foto, video e messaggi audio che hanno un peso decisamente superiore.
Questo erroneo modo di confrontare SMS e IM nasce dal fatto che pochi sanno quantificare il peso di 1k.
Porto un esempio che mi è capitato pochi giorni fa : una mia conoscente voleva inviare, tramite whatsapp, due video che aveva registrato in full HD. I video erano di pochi minuti ma il peso totale era di circa 780Mb, il profilo della signora prevedeva 2GB3 al mese di dati il che equivaleva a circa 1/3 dei dati che aveva a disposizione.
In pratica non è vero che gli IM sono gratis, solo non è facile quantificarne il costo viste le variabili che entrano in gioco.


Conclusioni
Per quanto l’utilizzo di IM sia molto forte e negli ultimi 2 anni abbiano superato quello degli SMS tradizionali non è assolutamente possibile comparare le due cose. Nel primo caso, mi ripeto, si tratta di un servizio che utilizza una serie di protocolli, mentre nel secondo di programmi fatti da aziende private che possono, come si suol dire, decidere il bello ed il cattivo tempo.
Gli SMS sono e rimangono un sistema sicuro, veloce e funzionale che permette di scambiare messaggi con ogni persona dotata di un telefono cellulare o un dispositivo in grado di supportare questo protocollo.
Aspettiamo di vedere se l’idea di Google di creare un nuovo protocollo di comunicazione denominato Rich Communication System (RCS), una sorta di Sms 2.0, per mezzo del quale si potranno spedire e ricevere foto, video, Gif animate o perfino allegati sia una cosa che riuscirà a svilupparsi o meno, ma fino ad allora il servizio SMS non deve morire o essere sostituito da programmi di IM.

1 Tipo PDU Direzione Funzione
SMS-DELIVER SMSC => Telefono Invia un messaggio breve
SMS-DELIVER-REPORT Telefono => SMSC Invia il motivo di una mancata ricezione del messaggio
SMS-SUBMIT Telefono => SMSC Invia un messaggio breve
SMS-SUBMIT-REPORT SMSC => Telefono Invia il motivo di una mancata ricezione del messaggio
SMS-STATUS-REPORT SMSC => Telefono Invia lo stato di un messaggio
SMS-COMMAND Telefono => SMSC Invia un comando
Il compito principale di SMS-DELIVER e di SMS-SUBMIT è quello di recapitare i dati del messaggio e le informazioni ad esso associate alle entità SMS, che sono il telefono GSM e l'SMSC.
L'SMS-DELIVER-REPORT e l'SMS-SUBMIT-REPORT servono per notificare alle entità SMS che il messaggio non è stato ricevuto in modo corretto e che è necessaria una ritrasmissione dello stesso.
L'SMS-STATUS-REPORT contiene informazioni sullo stato del messaggio: se è stato recapitato o meno dall'entità ricevente e quando è stato recapitato.
L'SMS-COMMAND contiene i comandi che devono essere associati ad un messaggio già inoltrato mediante SMS-SUBMIT.

2 L' SMSC , ovvero il Centro Servizio Messaggi, è una macchina di tipo Store & Forward (Memorizza ed invia), che accetta messaggi da diverse fonti (modem, altri terminali digitali, altri SMSC, internet) e li mantiene in memoria fino a quando non riesce a recapitarli ai terminali mobili digitali riceventi. Il tempo massimo in cui i messaggi verranno tenuti in memoria, se l'SMSC non è in grado di recapitarli immediatamente (perchè il terminale è spento o perchè e fuori campo), dipende dal gestore di rete, ma può anche essere preprogrammato come uno speciale parametro al momento dell'invio del messaggio stesso, ed inoltre può assumere valori da 1 ora fino a qualche settimana. Trascorso tale limite i messaggi vengono automaticamente rimossi dall'SMSC e non verranno più recapitati al terminale mobile.
Ogni network digitale ha in genere uno o più SMSC; ad ogni SMSC corrisponde un numero telefonico, che programmato sul telefono GSM, consente di inviare messaggi

3 Nel 1998 è stata decisa dal SMI la differenza tra GB e Gb. La maggior parte dei computer e dei sistemi operativi opera con una logica binaria e quindi moltiplicare per 1.024 (pari a 2 elevato alla decima ) invece che per 1.000 semplifica notevolmente il calcolo ai computers.
Il gigabyte “decimale” equivale a 1.000.000.000 byte (1 miliardo di byte). L’equivalenza tra gigabyte “decimale” e byte è ottenuta all’interno di un sistema decimale, in cui il gigabyte è visto calcolato come potenza di 10. E’ usato nelle telecomunicazioni, nell’ingegneria e dai produttori dei dischi fissi ed esterni per indicare le specifiche tecniche delle loro apparecchiature;
Il gigabyte “informatico” o “binario” equivale a 1.073.741.824 byte. In realtà più correttamente dovrebbe essere chiamato gibigyte (GiB o GB) l’equivalenza tra gigabyte “informatico” (più correttamente gibibyte Gb) e byte è ottenuta all’interno di un sistema binario, in cui il gigabyte è calcolato come potenza di 2.


  ► Ricette

Ravioli di gamberetti al profumo d'agrumi
Ravioli-di-gamberetti-al-profumo-d-agrumi
Con l'avvicinarsi dell'estate un piatto che rinfrescherà le serate con gli amici: i ravioli di gamberetti al profumo d'agrumi

Per il ripieno:
In una padella mettere a scaldare un cucchiaio di olio d’oliva con 1 spicchio d’aglio.  Quando inizia a soffriggere l’aglio aggiungere i gamberetti (sgusciati), il prezzemolo a piacere, salare e  sfumare con il vino bianco.
Quando saranno cotti tritarli e mettere il tutto a riposare.

Per la pasta
Per preparare la pasta bisogna ricordare che ci vogliono circa 100gr di farina per ogni uovo, in questa ricetta la porzione è per 2 persone quindi abbiamo usato 200gr di farina e due uova.
Mettere la farina"00" sul tavolo o su di una spianatoia formando una fontana, con le dita si crea una cavità simile a un cratere. Si passa poi a spolverare il  tutto con un po’ di sale e ci si sguscia al centro della farina le uova.
Si inizia poi ad incorporare un po’ di farina presa dai bordi del cratere e  si prosegue a lavorare gli ingredienti con le dita fino a quando non si sarà raccolta tutta la farina.
Dopo aver impastato almeno 10 minuti in modo energico si forma una palla, la si  avvolge nella pellicola e la si lascia riposare l'impasto per almeno 10-15 minuti.
Trascorso il tempo si prende l'impasto lo si  appiattisce con le mani per conferirgli una forma a disco e lo  si stende sul tavolo o sulla spianatoia (sempre ben infarinati).
Con l'aiuto di un mattarello partendo sempre dal centro e facendolo scorrere in tutte le direzioni in modo da ottenere una sfoglia dallo spessore uniforme la si spiana. Quando la sfoglia comincia ad allargarsi la si gira, avvolgendola sul mattarello e la si ruota di 90°. 
Continuare a stendere la sfoglia fino a raggiungere lo spessore desiderato. 
Una volta ottenuta una bella sfoglia con l’aiuto di un bicchiere o di uno strumento apposito si ritagliano dei dischi ed al loro centro si depone il ripieno fatto con i gamberetti. Li si richiude avendo l’accortezza di bagnare leggermente i bordi in modo da far aderire bene i due lembi di pasta.

Preparare poi il sugo.
Sia dall’arancio che dal limone togliere delle striscioline di buccia (attenzione a rimuovere il bianco) che andranno ad essere usate come guarnizione nel piatto, quindi si spremono i succhi di entrambi gli agrumi in una bacinella, vi si aggiunge 1 cucchiaio di farina e una presa di sale e si mescola il tutto fino a togliere ogni grumo.
In una padella si mette a sciogliere una noce di burro, quando inizia a friggere si aggiunge il succo degli agrumi e si lascia condensare.
Nel mentre si mette a bollire una pentola d’acqua con del sale grosso e, quando l’acqua bolle, si immergono i ravioli. Cuocerli per 3 o 4 minuti ( o di più nel caso, dipende dallo spessore della sfoglia) quindi, delicatamente, li si estrae dalla pentola e li si mette nella padella con il sugo bello caldo e li si mescola.
Servire accompagnandoli nel piatto con le scorze degli agrumi e, a piacere, con una spruzzata di aceto balsamico



Vellutata funghi e speck
Vellutata-funghi-e-speck
Cosa c’è di meglio, per finire l’inverno, che una bella vellutata di funghi?
La ricetta è facilissima ed il risultato è un piatto che scalda non solo lo stomaco ma anche l’ambiente.
Per preparare la vellutata bisogna prima di tutto tritare il porro , sbucciare le patate e tagliarle a pezzettini,
pulire i funghi eliminando la parte terrosa dal gambo e lavarli delicatamente sotto l’acqua corrente fredda, quindi tagliarli a fette sottili.
In una pentola mettere a scaldare il brodo.
In una pentola mettere a imbrunire la cipolla con due cucchiai di olio d’oliva, quindi aggiungere le patate a cubetti e mescolare per insaporite, quindi coprire con il brodo.
Intanto in una padella cuocere i funghi con un po' di burro e prezzemolo.
Nel frattempo, in una padella, mettere a rosolare lo speck tagliato a pezzettini.
Lasciare cuocere, aggiungendo nel caso del brodo se si asciuga troppo, fino a quando le patate non iniziano a disfarsi, aggiungendo sale e pepe. Quando iniziano a disfarsi le patate aggiungere i funghi ed il latte e lasciare condensare.
Con un frullatore ad immersione frullare il composto fino ad ottenere una vellutata morbida. 
Servire calda aggiungendo i pezzettini di speck e il pane abbrustolito.
Risotto Gamberi e Arancia
Risotto-Gamberi-e-Arancia

Per prima cosa pulire i gamberi, separando il corpo dalla testa e togliendo il carapace, e rimuovendo il budello incidendo la schiena.
In un bicchiere mescolare il succo dei due aranci con il brandy.
Preparare una pentola con del brodo vegetale e le teste dei gamberi (circa 2 litri).
Filtrare e rimettere a scaldare
In una padella rosolare per qualche minuto, con un filo d'olio, lo scalogno e l'aglio ed i gamberi puliti, aggiungete il riso.
Spruzzate il riso con il brandy ed il succo d'arancia e lasciar evaporare per qualche secondo mescolando, quindi aggiungere il brodo un poco alla volta.
Cuocere per circa 25-30 minuti, quando il riso sarà pronto lasciare riposare per qualche istante e servire caldo.
Note. Si può impiattare con le bucce di arancia tagliate alla julienne


  ► Curiosità

Chi ha inventato l' F-16?
Chi ha inventato l' F-16?
Innanzitutto l’F-16 e’ nato da un TEAM, e ripeto TEAM di ingegneri.
Alla guida del team c’era Robert H. Widmer (1916-2011).Nato nel New Jersey, Widmer si laurea al Rensselaer Polytechnic Institute e ottiene un master’s degree al California Institute of Technology (il Cal Tech). Non riuscì ad arrivare al Ph.D perchè nel 1939 venne reclutato dalla Consolidated di San Diego, dove si occupo’ di PBY, PB2Y e B-24, l’aereo da combattimento americano maggiormente prodotto durante la Seconda Guerra Mondiale. Presso la Convair, Widmer fu responsabile dei test in galleria del vento del B-36 Peacemaker e come dello sviluppo del B-58 e F-111. Nel 1970 fu promosso vice-presidente per la ricerca e sviluppo degli impianti di San Diego e Fort Worth.
Widmer inizio’ a lavorare all’embrione dell’F-16 in gran segreto e senza informare i vertici della General Dynamics in quanto questi ultimi ritenevano che un aereo del genere non avrebbe avuto mercato.
Harry Hillaker, conosciuto anche come il “Padre dell’F-16”. Come Widmer, anche Hillaker all’epoca lavorava alla Convair con la qualifica di vice-capo ingegnere del programma Lightweight Fighter. Praticamente era il numero due subito dopo Widmer. Verso la fine degli anni sessanta Hillaker entro’ a far parte della Fighter Mafia.
Pierre Sprey non ha inventato l'f-16 (come spesso si sente dire). Sprey era semplicemente un’analista di sistemi presso l’Office of Secretary of Defense (OSD), nonche’ membro della famigerata "Fighter Mafia" (un ristretto gruppo di ufficiali USAF e civili noto negli anni settanta per ssere stato uno dei piu’ influenti think tank militari in campo aeronautico)
Il Piano Bernadotte
Il Piano Bernadotte Nell'estate del 1948, il Conte Folke Bernardotte fu inviato dalle Nazioni Unite in Palestina per mediare una tregua e tentare di negoziare un compromesso. Il piano di Bernardotte chiedeva allo Stato ebraico di consegnare il Negev e Gerusalemme alla Transgiordania in cambio della Galilea occidentale. Questo piano era simile ai confini che erano stati proposti prima del voto sulla spartizione, e che tutte le parti avevano rifiutato. Ora la proposta veniva offerta dopo che gli Arabi erano andati in guerra per impedire la spartizione ed era stato dichiarato uno stato ebraico. Sia gli Ebrei che gli Arabi rifiutarono il piano.
Ironicamente, Bernardotte trovo' tra gli Arabi poco entusiasmo per l'indipendenza. Egli scrisse nel suo diario:
"Gli Arabi palestinesi al momento non hanno una volontàloro. Ne' hanno mai sviluppato un nazionalismo palestinese specifico. La domanda di uno stato arabo separato in Palestina e' pertanto relativamente debole. Semberebbe proprio che nelle circostanze attuali gran parte degli Arabi palestinesi sarebbe alquanto contenta di essere incorporata nella Transgiordania
Il fallimento del piano Bernardotte giunse quando gli Ebrei cominciarono ad avere maggior successo nel respingere le forze arabe d'invasione e nell'espansione del loro controllo sui territori esterni ai confini della spartizione.
Il falso logo CE
Il falso logo CE Il logo CE indica la “conformità europea” del prodotto (risponde ai requisiti di sicurezza comunitari) e non "prodotto in Europa". Occhio: un altro marchio CE segnala invece la provenienza cinese (sta per China Export) senza dare alcuna garanzia. Nell’originale – ideato dal disegnatore Arthur Eisenmenger che inventò pure il simbolo € – la C e la E sono ricavate da due cerchi che si sfiorano, mentre nella versione cinese sono più vicini

  ► Aerei

Kaman SH-2 Seasprite
Kaman SH-2 Seasprite Tipo: Elicottero Multiruolo
Ruolo: Lotta Antisom, Ricerca e Soccorso
Nazione di Origine: USA
Armamento: Siluri 324 mm ASW. Cariche di profondità convenzionali o atomiche. Boe sonore. Razzi di _x000d_ segnalazione marittimi. Mitragliatrici e/o minigun da 7.62 nel ruolo di ricerca e soccorso.

Prestazioni: Velocità massima 265 km/h. Velocità di crociera 241 km/h. Raggio di azione 679 km. Tangenza 6858 m
Raytheon Sentinel
Raytheon Sentinel Tipo: Aereo da ricognizione specializzato
Ruolo: Ricognizione, Specializzato
Nazione di Origine: Regno Unito
Armamento: Nessuno

Prestazioni: Velocità massima Mach 0,89. Tangenza 14935 m
Yakovlev Yak-17
Yakovlev Yak-17 Tipo: Caccia
Ruolo: Caccia, Addestramento
Nazione di Origine: URSS
Armamento: 2 Nudelman-Suranov NS-23 calibro 23 mm

Prestazioni: Velocità massima 748 km/h. Autonomia 395 km, 717 km con serbatoi addizionali. Tangenza 12750 m

  ► Tutorials

Simulare Carica Altro con Jquery

I siti web moderni preferiscono all’impaginazione dei risultati delle query il caricare sulla stessa pagina altri risultati (il famoso Carica altro) tramite la pressione di un tasto/link o tramite il raggiungimento della fine pagina.
Tra i vari metodi disponibili il più semplice lo si ottiene tramite jquery e si può adattare a molti script e linguaggi.
Per fare questo usiamo due metodi che ci offre il frameworks jquery: .append e .load.
Il metodo .append serve per poter accodare un contenuto all’interno dell’elemento al quale è associato.
Il metodo .load carica, invece, il contenuto di un file all’interno di un div.
Per quanto riguarda l’html sarà sufficiente creare un div al quale assegnamo l’id “contenuto” all’interno del quale carichiamo la nostra pagina con i dati aggiuntivi.

<div id="contenuto"></div>

Per quanto riguarda lo script ci limitiamo a scrivere la funzione che carica la pagina dentro contenuto:

<script>
function aggiungi (pag) {
$('#contenuto').append($("<div>").load("caricaaltro2.aspx?id="+pag));
}
</script>

Nello script abbiamo aggiunto una variabile che passa il numero di pagina nel caso dovessi caricare più pagine.
Posso anche aggiungere la funzione che nasconde il div che mi mostra “carica altri”:


$("#linnk").click(function() {$(this).hide();});

Nella pagina caricata mi limiterò a inserire lo stesso script e lo stesso div.


 

Script completo prima pagina 

<%@ Page Language="VB" ContentType="text/html" ResponseEncoding="utf-8" %>

<!doctype html>
<head>
<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8" />
<title>Documento senza titolo</title>


<style type="text/css">
body { color: #000; text-align:center; background-color: #FFF; }
.quadrati { width:200px; height:200px; margin:2px 2px 2px 2px; display:inline-block; border:#354D46 1px solid; }
img { height:100%; width:auto; max-width:190px; }
</style>
<%dim pag = 2%>
</head>

<body>
<p>CARICA ALTRO ESEMPIO</p>

<div class="quadrati">
<img src="https://www.filoweb.it/galleria2015/foto/R06939V9BEM0AWYTUVM5VOQMEP0Q9O.jpg" >
</div>

<div class="quadrati">
<img src="https://www.filoweb.it/galleria2015/foto/LN6VNQDBH_NH77SWWRRBP6YJX7BDMQ.jpg" >
</div>

<div class="quadrati">
<img src="https://www.filoweb.it/galleria2015/foto/LVXNE6SIG86TAO8YBPBK3Q6A9D5VAF.jpg" >
</div>

<div id="contenitore" style="width:100%;">
<div id="contenuto" style="width:100%;"></div>
</div>

<div id="blinnk"><a href="javascript:aggiungi(<%response.write(pag)%>);" id="linnk" style="width:100%; background-color:#354D46; text-align:center; color:#FFF;" title="Carica tutti" >CARICA ALTRI</a></div>

<script src="https://ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/3.2.1/jquery.min.js"></script>
<script>
$("#linnk").click(function() {$("#blinnk").hide();});

function aggiungi (pag) {
$('#contenuto').append($("<div>").load("caricaaltro2.aspx?id="+<%response.write(pag)%>));
}
</script>

</body>
</html>


 

 

Script completo 2° pagina

<%@ Page Language="VB" ContentType="text/html" ResponseEncoding="utf-8" %>

<!doctype html>
<html >
<style type="text/css">
body { text-align:center; }
.quadrati { width:200px; height:200px; margin:2px 2px 2px 2px; display:inline-block; border:#354D46 1px solid; }
img { height:100%; width:auto; max-width:190px; }
</style>

</head>
<body>
<%
dim pag
pag=request.QueryString("id")
pag=pag+1
%>

 

 

<div id="contenitore">
<h3> questa è la pagina <%response.write(pag)%></h3>
<div class="quadrati">
<img src="https://www.filoweb.it/galleria2015/foto/YLAUXHFWF52IBFJC7TJAZ_Z9ESH799.jpg" >
</div>

<div class="quadrati">
<img src="https://www.filoweb.it/galleria2015/foto/PA8I4_C_J8GFA808JSS4QVQT9NK2FH.jpg" >
</div>

<div class="quadrati">
<img src="https://www.filoweb.it/galleria2015/foto/YLAUXHFWF52IBFJC7TJAZ_Z9ESH799.jpg" >
</div>

<div id="blink<%response.write(pag)%>" style="width:100%; background-color:#293343;"><a href="javascript:aggiungi(<%response.write(pag)%>);" id="linnk<%response.write(pag)%>" style="width:100%; background-color:#354D46; text-align:center; color:#FFF;" title="Carica tutti" >CARICA ALTRI</a></div>

<div id="contenitore" style="width:100%;">
<div id="contenuto" style="width:100%;"></div>
</div>

</div>

<div id="contenitore" style="width:100%;">
<div id="contenuto" style="width:100%;"></div>
</div>

<script src="https://ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/3.2.1/jquery.min.js"></script>
<script>
$("#linnk<%response.write(pag)%>").click(function() {$("#blinnk<%response.write(pag)%>").hide();});
function aggiungi (pag) {
$('#contenuto').append($("<div>").load("caricaaltro2.aspx?id="+<%response.write(pag)%>));
}
</script>
</body>
</html>

Installazione offline di Visual Studio 2017

Visual Studio è un ambiente di sviluppo integrato sviluppato da Microsoft, che supporta attualmente (2018) diversi tipi di linguaggi come il C, il C++, il C#, il Visual Basic .Net, l’ Html, il JavaScript e molti altri. Visual Studio permette la realizzazione sia di applicazioni che di siti web, web application e servizi web di varia natura.
L'attuale distribuzione di Visual Studio (la 2017), che rappresenta l’ultima versione dopo 20 anni di evoluzione, è disponibile in 3 versioni:



• Community
• Professional
• Enterprise


Una delle novità più importanti riguarda la versione Community che è disponibile completamente gratuita e può essere scaricata e utilizzata liberamente.


Per installare la versione community (come anche le altre) è sufficiente scaricare il file di installazione, lanciarlo e decidere quali componenti installare. Il processo può risultare molto lungo, a seconda della lingua; un’altra soluzione consiste nello scaricare sempre il file di installazione e scaricare tramite uno script i file di setup da conservare per eventuali nuove installazioni.
Il processo risulta sempre lungo, ma una volta fatto ho i file sempre pronti.
Per fare questo per prima cosa devo scaricare il file di installazione da:
https://www.visualstudio.com/it/ e quindi salvarlo in una cartella.

Apro quindi il prompt dei comandi (cmd.exe) e mi posiziono nella cartella dove ho copiato il mio file di installazione (vs2017.exe) e scrivo il comando:



vs2017.exe --layout c:\vs2017setup --lang it-IT


In questo modo creo una cartella chiamata vs2017setup dove verranno scaricati tutti i file per l’installazione offline della versione in italiano (lang it-IT) di visual studio 2017.
Visto che in totale verranno scaricati più di 30Gb ci vorrà tempo ed una connessione veloce ( non obbligatoria ma consigliata).


Una volta terminato sarà sufficiente andare nella cartella di installazione ed eseguire il file di setup.

Note: Posso anche scaricare la versione non localizzata in italiano, ma con tutte le lingue disponibile, in questo caso devo prepararmi a scaricare più di 65Gb!!.

Iframe ad altezza variabile

Premetto che non sono un amante degli iframe (non più almeno) perché oltre ad essere deprecati nell’HTML5 fanno sembrare il sito più vecchio di almeno 6-7 anni dando un’idea di poca professionalità. Inoltre gli iframe sono stati creati per visualizzare pagine esterne al proprio sito web, all'interno dello stesso anche se spesso sono stati usati in maniera errata. Quindi si se si vogliono usare per includere pagine esterne, no per quelle interne meglio usare altri metodi come include, o jquery).

Dopo questa lunga e doverosa premessa passiamo ai fatti. Chi usa il tag iframe spesso ha la necessità di adattarne l’altezza in base al contenuto che viene caricato. I metodi che si trovano in rete sono molti ed io voglio qua proporre la mia personale soluzione in pochissime righe di codice: leggo l’altezza dell tagdel contenuto che carico e tramite jquery assegno l’altezza all’ iframe.
Certo posso scegliere anche il tago altro ma in questo mio esempio preferisco usarevisto che tutto il contenuto visibile in una pagina è racchiuso lì dentro.



Definiamo lo stile per il nostro iframe tramite css:
#mioiframe { width:100%; border:#293343 1px solid; height:300px; }



Scriviamo il nostro iframe.



<iframe src="pg.html" id="mioiframe" class="mioiframe" scrolling="no" frameborder="0" name="contenuto" onload="caricato()"></iframe>

Definiamo il nostro script che verrà chiamato al caricamento del contenuto dell’iframe:
function caricato() {
var mioif = $("#mioiframe").contents().find("body");
var h = mioif.height();
$("#mioiframe").height(80+h+"px");
};


Infine la chiamata alle pagine:


 <a href="pg1.html" target="contenuto" class="menu"> pagina 1 </a>
<a href="pg2.html" target="contenuto" class="menu"> pagina 2 </a>


Come si vede è tutto molto semplice, veloce e leggero…

  ► Varie

Appunti: Introduzione alla programmazione
Realizzare un sito web II° parte
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